<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="0.91"><channel><title>Hotel Messico il sito con i feed gialli</title><description>forse funzionano</description><link>http://www.hotelmessico.net</link><language>it</language><item><title><![CDATA[Il cane viola]]></title><description><![CDATA[<b>Il cane viola</b><br>
<img src="http://www.hotelmessico.net/egon_cane.jpg"><br><br>

"Questo colluttorio brucia".<br>
Francesca sputa nel lavandino. Sono a un metro da lei, sento l'odore di alcol. Apre la fontana, l'acqua porta via tutto.<br>
"Non devi berlo", dico.<br>
Caccia la lingua per farmi vedere che ha la bocca vuota. Dura un secondo, poi avvicina la faccia allo specchio. Con la mano tiene fermo un pezzetto di pelle attorno gli occhi.<br>
"Ho letto che quando sei incinta la pelle diventa piu' morbida".<br>
Resto in silenzio. Francesca e' incinta di quattro mesi. La pancia e' cresciuta di pochi centimetri, sembra che tenga uno zainetto vuoto sotto la maglietta. Molla lo specchio e mi arriva vicino.<br>
"Pensi che la mia pelle sia diversa?".<br>
Il figlio che aspetta non e' mio.<br>
"Sembra piu' luminosa", dico.<br>
"Scemo".<br>
L'anno scorso ho fatto l'analisi dello sperma, non posso avere figli. E' un anno che glielo nascondo, ho sempre pensato che quando lo avrebbe saputo mi avrebbe lasciato.<br>
"Non sfottere, la mia pelle e' uguale a quattro mesi fa".<br>
Poi mi ha detto che aspettiamo un figlio.<br>
"Ho letto che unghie e capelli crescono piu' velocemente".<br> 
La tradisco da due anni con la stessa donna. Si chiama Elena, l'ho conosciuta al gate sei di Malpensa durante uno sciopero Alitalia. La compagnia pago' l'albergo per tutti i passeggeri. Immagino Francesca in un albergo da schifo con le coperte di carta, la mattina, mentre penso che sia a lavoro.<br>
"Ho bisogno di piu' vitamina B", dice.<br>
Non riesco a smettere di domandarmi quattro mesi fa con chi sia stata. Dov'era? Aveva detto che andava al centro commerciale, ho controllato l'estratto conto della Master card, risulta una strisciata fatta in un negozio di scarpe. Forse ha una relazione che va avanti da tempo. Un suo collega? Qualcuno della palestra? Che faccio adesso, le dico che so tutto oppure resto zitto per sempre?<br>
"Mia madre ha comprato una tutina. E' passata davanti un negozio e non ha resistito".<br>
Se glielo dicessi?<br>
"Dice che porta sfortuna comprare le cose prima, pero' lei non ci crede".<br>
In fin dei conti siamo in tre a saperlo. Cioe', a loro due manca una parte della storia, solo io conosco tutto. Francesca adesso mi e' vicino. E' scalza, si alza sulle punte, ha i capelli bagnati e un asciugamano attorno le gambe, mi da' un bacio sul collo. Vedo i denti bianchissimi. Forse i denti le stanno diventando piu' bianchi.<br>
"Non ho ancora avuto le nausee ti rendi conto? Loredana non poteva uscire di casa, a me invece niente".<br> 
E' ritornata allo specchio. Cerca qualcosa sulla pelle, forse i segni di questa nuova morbidezza. Potrei dirle di aver ricevuto una lettera anonima che mi avvertiva dei suoi continui tradimenti. Perche' penso alla parola 'continui'?. Non posso piu' escludere nulla. A quel punto lei crollerebbe. La soluzione della lettera mi sembra ragionevole, potrei stamparla oggi in ufficio e dire di averla trovata sotto il tergicristallo della macchina. Forse lei avrebbe paura. Magari immagina che qualcuno la segua oppure che voglia ricattarla. Forse dovrei pagare qualcuno perche' lo faccia. Quanto la conosco davvero?<br> 
"Stasera esco con Loredana e Veronica, andiamo dal cinese".<br>
Ci sono sempre stati dei piccoli buchi neri nei suoi racconti. Come ho fatto a non considerare tutte quelle piccolissime incongruenze.<br>
"Il dottore dice che non posso mangiare carne che non sia cotta bene".<br>
Tutti quei numeri di telefono che tiene in quell'agenda minuscola con quel ridicolo cane viola disegnato sopra. Dice che sono tutti numeri di lavoro. Ne sono centinaia, impossibile controllarli tutti. Non la lascia mai in giro, sicuro che la' ci tiene qualcosa.<br>
"Nel microonde c'e' un pezzo di pollo. Devi tenerlo quattro minuti a tre tacche. Io torno presto".<br>
Alita sullo specchio e con il dito scrive il numero quattro e disegna tre stanghette. Poi con un dito mette il punto.<br>
Allora mi avvicino allo specchio. Alito sul vetro e con il dito scrivo la frase: "chi e'?".<br>
Francesca mi guarda attraverso lo specchio. Sorride, non ha capito, e scrive: "chi e' chi?".<br>
Allora io scrivo: "lui".<br>
Adesso la frase completa e': "chi e' lui?".<br>
Francesca non ride piu'. Si mette le mani sulla faccia. Il lavandino e' pieno di macchie di dentifricio e io mi chiedo se ho fatto bene a scrivere quella frase e adesso tutto sara' diverso e forse io dormiro' sul divano e lei mi accusera' di non averle voluto bene abbastanza e mi rinfaccera' quella volta che abbiamo litigato a Ischia e io sono stato fuori tutta la notte e lei da sola in albergo a piangere.
Mi guarda, guarda il mio riflesso allo specchio, la sua faccia e' gia' diversa, sono passati due secondi eppure e' come se questo inverno fosse passato tutto e io e lei adesso siamo due persone nuove e distanti. <br>
Alita sullo specchio e scrive: "lui si chiama Stefano".<br>

]]></description><link><![CDATA[http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=767]]></link></item><item><title><![CDATA[Video racconto Aladino]]></title><description><![CDATA[Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ciHaS5zLWDU">video del mio racconto</a> Aladino al festival delle letterature di Pescara.]]></description><link><![CDATA[http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=766]]></link></item><item><title><![CDATA[Appunti di famiglia]]></title><description><![CDATA[<b>Appunti di famiglia</b>
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Mia nonna aveva in casa quattro sedie ma nessuna era veramente stabile. Ogni ospite veniva fatto sedere su una sedia con un grado di incertezza proporzionale al tormento di averlo in casa<br>
"Tu, siediti la'", diceva indicando una persona nel gruppo. Se gli ospiti resistevano all'elenco delle malattie, il colpo di grazia lo piazzava fingendo di tossire nelle tazzine del caffe' che portava nel vassoio. La vecchia ci sapeva fare, aveva i suoi trucchetti. A lei quella cosa che i figli andavano a trovarla a casa non le era mai piaciuta. Stavamo sempre a ricordarle delle pillole e delle analisi e le avevano anche comprato la macchinetta della pressione cinese al Lidl per nove euro. Non facevano altro che parlare di soldi e degli occhiali per i figli e avevano tutti la fissa per i corsi di nuoto. Non appena restava da sola, la vecchia metteva sotto la lingua trenta gocce di lexotan e faceva su facebook l'elenco dei morti. Contattava i figli di amici che non vedeva da un mucchio di tempo e chiedeva informazioni sui genitori e quando gli davano l'ok, lei depennava il nome. L'elenco dei morti era l'unica cosa che veramente le piacesse. Poi mandava dei messaggi ai figli, cose tipo, "tuo padre ci ha sempre provato", oppure, "tua madre ha un figlio segreto". Le piaceva l'idea di sopravvivere a tutti. Comunque, la sedia peggiore della sua cucina era quella che lei chiamava la sedia del traditore. Mancavano almeno tre centimetri a una gamba e sedersi su quella sedia richiedeva la stessa volonta' necessaria a domare un toro. Ho visto gente spaccarsi la faccia contro il bordo del tavolo e a nessuno era consentito sedersi sulla sedia del traditore, perche' quella era la sedia del nonno.]]></description><link><![CDATA[http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=765]]></link></item><item><title><![CDATA[Lettera a Scarlett Johansson]]></title><description><![CDATA[<b>Lettera a Scarlett Johansson</b>
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<img src="http://www.hotelmessico.net/egon_10.jpg">
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1.<br>
Cara Scarlett Johansson, mi chiamo Renato, lavoro alla PlasticFond e ho la Fiat Panda 1100 a gasolio con il condizionatore e lo stereo Kenwood con mp3. L'anno scorso ad agosto ho affittato per due settimane una casa a Mondragone con mia sorella. Ha una bambina piccola che piange sempre. Il dottore dice che e' autistica, ma se uno non lo sa sembra normale. Solo certe volte se guarda la televisione per troppo tempo le viene l'epilessia e allora mia sorella deve farle una siringa lunga due centimetri nella gamba. Mio cognato dice che da grande la bambina si aggiusta perche' anche lui da piccolo sembrava mongoloide pero' adesso ha l'alfa 147. Ti scrivo per dirti che sei molto bella e che hai dei capelli bellissimi. Per dimostrarti che sono un ragazzo che ha fatto le sue esperienze, nella busta di questa lettera troverai anche una fotografia di Cinzia, la ragazza con la quale sono stato fidanzato per tre anni. Nella fotografia siamo vicini una fontanina al matrimonio di mio fratello Germano al ristorante Il cucchiaio d'oro di Torre del greco. Io ho schizzato Cinzia con l'acqua per scherzare ma lei si e' messa gridare. Quello che invece sta in mezzo a noi coi Reyban, e' il cantante Raffaello. Cinzia a marzo si e' fidanzata con l'istruttore della sua palestra, io l'ho aspettato nel garage con un cacciavite, lui mi ha sbattuto con la faccia per terra e ha detto che se mi vedeva di nuovo chiamava la polizia. Se pensi che tra te e  me possa nascere una relazione seria, ecco, io vorrei dirti che sono disponibile. Ti lascio due numeri di cellulare pero' ti consiglio di chiamare sul tim perche' la tre non prende mai. Se ti decidi entro la fine di luglio io potrei venire una settima da te a Los Angeles e poi potremmo passare un'altra settimana a casa di mio cognato a Formia per conoscerci meglio.
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2.
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Scarlett ho raccontato a mio cognato Rosario di averti scritto, lui ti ha visto sul sorrisi e canzoni abbracciata con uno e dice che e' difficile che lo lasci. Adesso pero' parlo un po' di me. Lavoro fino alle sei e alle sette sono a casa. Cucino, lavo i pantaloni e le magliette e poi faccio la doccia con il felce azzurra. Quando ho finito mi stendo sul divano e guardo la televisione. A casa sono da solo, mia mamma e mio padre sono morti l'anno scorso e il lavoro me lo hanno dato alla fabbrica dove lavorava mio padre. Ho preso il suo posto nel reparto, il suo armadietto e il suo posto macchina. Guardo striscia la notizia (i miei conduttori preferiti sono ficarra e picone), poi guardo una trasmissione (trasmissione preferita: chi l'ha visto) e poi i bellissimi di rete quattro e poi quando tutto finisce, guardo le televendite degli attrezzi della palestra oppure dei trapani oppure del robot per la casa roomba. Io questa cosa non l'ho mai detta nemmeno a mio cognato: dormo al massimo due ore per notte e tutto il resto guardo la televisione. Mi piace sapere che sono l'ultimo ragazzo sulla terra ancora sveglio. Con il computer ho fatto un fotomontaggio, una cosa porno con la tua faccia. Sulle pareti della mia stanza ci sono foto tue con molti uomini e penso che non stia bene che tu faccia certe cose. Sei una donna sporca ma io ti perdono. Mia mamma quando trovava i miei giornaletti diceva sempre che non andava bene e mi faceva dire dieci angelo custode. Cinzia voleva sempre fare le cose e mia mamma diceva che era una schifosa e percio' poi li abbiamo ammazzati con il veleno nella stufa a cherosene. Poi si e' iscritta  in palestra perche' ha visto un servizio sulla palestre su verissimo. Ciao Scarlett, sei sempre bellissima.
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3.
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Ciao Scarlett, ieri notte ho chiamato Cinzia e le ho detto che io e te ci siamo fidanzati e che ci sposeremo al ristorante Il cucchiaio d'oro di Torre del Greco. Lo so che non e' vero, pero' ieri ho ricevuto una chiamata anonima sul cellulare (il Tim, cellulare Samsung con suoneria del gatto virgola) e lo sapevo che eri tu. Capisco che hai un po' di vergogna all'inizio ma io sono un ragazzo semplice e non devi avere paura. Cinzia ha detto che non devo chiamare a casa sua cosi' tardi e quando le ho chiesto se voleva parlare un po' ha attaccato. Non la sentivo da due mesi e dopo che ho parlato con lei sono uscito e ho guidato tutta la notte sulla tangenziale. Ho dormito dieci minuti nel parcheggio di una pompa di benzina e poi mi hanno svegliato i carabinieri bussando con la mano sul vetro perche' il proprietario si e' impressionato. Dopo che mi hanno controllato i documenti sono andato a lavoro. Se ti piace il mare possiamo andare a l'acqua flash di Licola, la' hanno anche il calcetto con il sapone che quando cadiamo poi ridiamo, come facevamo io e Cinzia e mio cognato ci scattava la fotografia con il cellulare. 
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4.
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Ciao Scarlett, ho un braccio fasciato e il collarino. Fa caldo e mi prude. Eravamo in fabbrica al reparto e a un certo punto ho sentito un suono fortissimo, un fischio spaziale e mi facevano male le orecchie, allora me le sono coperte perche' sentivo il fischio sempre piu' acuto e ho lasciato la macchina e tutti gridavano di non lasciarla ma io dovevo coprirmi le orecchie perche' sentivo il cervello che si stava bucando e poi la pala e' caduta sul braccio di Luigi e c'era sangue dappertutto e lo hanno portato all'ospedale. Poi l'allarme ha finito di suonare e io ho tolto le mani dalle orecchie e quando tutti sono andati all'ospedale sono rimasto solo io nel reparto e dove c'e' la postazione di Luigi per terra c'era tutta segatura. La sera sono andato nel posto dove ci incontravamo con la comitiva e c'era anche Cinzia con quell'altro. Nessuno parlava, ho aspettato un po' perche' non riuscivo a muovermi, poi sono ritornato alla macchina per andarmene e mentre facevo manovra ho sentito di nuovo il fischio spaziale e ho alzato le mani dal volante per metterle sulle orecchie e sono andato a sbattere e il vetro della macchina e' scoppiato e mi e' arrivato sulla faccia e mentre l'infermiere dell'ambulanza mi tirava fuori dalla macchina, mi diceva di non girare il collo e io piangevo e sentivo il sangue nella bocca.
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5.
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Cara Scarlett anche stanotte mi e' arrivata una chiamata anonima, ma ho capito, non sei stata tu e nemmeno la volta scorsa, ma e' stata Cinzia. Ho chiamato a casa sua, ha risposto la madre, erano le due, strillava, ha detto che sono un cazzo di disturbato e che non devo chiamare, che loro non ce la fanno piu' con questa storia, e allora io anche le ho detto che non ce la faccio piu' e che Cinzia non deve piu' stare con quell'altro che poi non e' nemmeno l'istruttore della palestra ma solo uno che ci va perche' l'ho seguito e poi e' anche sposato e non sta bene che Cinzia faccia le cose con uno sposato.   
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6.
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Tengo tutte le lettere che mi scrivi nella scatola delle scarpe assieme alle bustine per il mal di denti, lo sciroppo per la tosse e il ventolin e alla fotografia di mia mamma e mio padre quando eravamo sulla spiaggia di Gaeta. Io piangevo e mio padre aveva fatto il cappellino di carta e mia mamma mi teneva in braccio e la cosa bella e' che nessuno si ricorda chi ha fatto quella fotografia. Smettila di spedirmi quelle fotografie dove fai quelle cose schifose con tutti quegli uomini, anche se le infili per bene nelle bustine di cellophane trasparenti per congelare la carne e le metti nella busta della lettera, io lo capisco da subito che cosa c'e' dentro, sei una schifosa puttana e anche mia sorella, l'ho sempre saputo, una schifosa anche lei, tu e lei in mezzo a quelli che vi mettono le mani addosso in tutte quelle fotografie e dalle vostre facce si vede che vi piace e anche Rosario che prima tocca te e poi lei in mezzo a tutti quegli altri. Smettila di scrivermi per sempre sei una cazzo di disturbata.
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7.
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Scusa Scarlett se non ti ho scritto per tre settimane ma sono stato in galera e poi mi hanno rilasciato. Adesso devo andare due volte a settimana a parlare con una dottoressa della asl 3. Tutto e' successo quando mi hai spedito con l'ultima lettera la foto di te e Cinzia in mezzo a quei due. Le ho trovate nella cassetta della posta avvolte in un foglio di giornale chiuso con il nastro isolante. Adesso che avevo le prove che Cinzia era una schifosa, ho spedito la foto a casa della moglie del suo nuovo fidanzato e il giorno dopo sono arrivati i carabinieri a prendermi mentre ero al reparto. Ma adesso sono tornato a casa. La dottoressa con cui parlo e' brava, mi fa raccontare un sacco di cose, vuole sapere tutta la mia storia con Cinzia e del lavoro al reparto e delle televendite, ma c'e' una cosa che ho scoperto su di lei. Mi e' arrivata una fotografia a casa dove lei e' in mezzo a due uomini e si fa fare di tutto. Qualcuno l'ha infilata sotto la porta di casa mia. Era piegata all'interno di un guanto da cucina. Non so chi sia stato a spedirmela ma c'e' qualcuno che ha voluto avvertirmi che lei e' una schifosa. Forse qualcuno mi spia, sto pensando di installare una telecamera fuori la porta.
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8.
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Cara Scarlett, grazie per avermi spedito il tuo indirizzo. Ho comprato il biglietto, parto tra due giorni, non vedo l'ora di conoscerti. Qua e' un via vai di poliziotti e mi hanno anche inquadrato al telegiornale di rai tre perche' hanno trovato il nuovo fidanzato di Cinzia morto in un parcheggio e la polizia sta facendo il suo dovere per capire quello che e' successo. Quando la polizia e' arrivata a casa mia ha messo le mani ovunque e ha trovato la scatola con tutte le fotografie che i disturbati mi mandano a casa e adesso dice che mi vogliono aiutare.
]]></description><link><![CDATA[http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=763]]></link></item><item><title><![CDATA[Ricerche]]></title><description><![CDATA[<b>Ricerche</b><br><br>
Un anno e mezzo passato a scrivere un nuovo romanzo. Mal di schiena, Voltaren, Camel Light e diottrie perdute per sempre. Adesso la ricerca di un editore. Mi trovate alla posta a spedire il mio anno e mezzo rilegato in una spirale di plastica. ]]></description><link><![CDATA[http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=762]]></link></item><item><title><![CDATA[102]]></title><description><![CDATA[<b>102</b><BR>
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Ero sicuro che avrei trovato la ragazza della mia vita in una libreria. Ci saremmo riconosciuti tra gli scaffali, tra le copertine. Era questo il punto fondamentale, il riconoscersi. Respiravamo la stessa aria e in testa avevamo gli stessi pensieri, eravamo diversi e unici in mezzo alla massa di persone. Con questa sicurezza, per due mesi andai da Feltrinelli a Via Roma. Ogni ragazza poteva essere lei. Si', lei. Poteva essere quella che aveva le cuffiette, oppure l'altra con gli occhiali o anche quella ragazza con il caschetto che avevo visto due volte. Due volte, poteva essere un segno. Forse anche lei mi stava cercando. Un pomeriggio le commesse mi indicarono alla guardia giurata. L'uomo mi prese per il collo della maglietta e tenne la mia faccia schiacciata contro il pavimento. "Frocetto", disse "se ti fai vedere un'altra volta qui dentro ti ammazzo".<br>
E' stato in quel momento che ho visto Claudia per la prima volta.<br>
"Lascialo stare", disse, "questo frocetto e' mio, e' un anno che lo sto cercando".
]]></description><link><![CDATA[http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=761]]></link></item><item><title><![CDATA[Collettivo mensa - L''immaginazione al dovere]]></title><description><![CDATA[<img src="http://www.hotelmessico.net/collettivo.jpg"><br>
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Esce <a href="http://collettivomensa.wordpress.com/2010/05/09/e-uscita-limmaginazione-al-dovere-la-nuova-produzione-del-collettivomensa/">"L'immaginazione al dovere"</a>, il nuovo rivistone del Collettivo Mensa. Cento pagine divise tra racconti, disegni, fumetti e foto. Dentro c'e' anche il mio racconto Amuchina. Sul loro sito a un certo punto c'e' scritto come procurarselo. ]]></description><link><![CDATA[http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=760]]></link></item><item><title><![CDATA[Se mi lasci non male, Antologia]]></title><description><![CDATA[<img src="http://www.hotelmessico.net/coverantpuca.jpg"><br><br> Nuova antologia per Kairo's editore, <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-puca_gianni/isbn-9788895233512/se_mi_lasci_non_male_.htm">"Se mi lasci, non male"</a>. Dentro ci hanno messo una mia storia.]]></description><link><![CDATA[http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=759]]></link></item><item><title><![CDATA[Il Canemucco a Napoli]]></title><description><![CDATA[<b>Il Canemucco a Napoli</a><br><br>
Sabato al <a href="http://www.comicon.it">Comicon</a> si festeggia la nascita del <a href="http://www.canemucco.com">Canemucco</a>. Ci vediamo allo stand di <a href="http://www.coniglioeditore.it">Coniglio</a> con <a href="http://www.canemucca.com">Makkox</a>, <a href="http://www.webgol.it/">Sofi</a> e tutta la redazione]]></description><link><![CDATA[http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=758]]></link></item><item><title><![CDATA[Un posto sicuro]]></title><description><![CDATA[<b>Un posto sicuro</b><br>
<img src="http://zonaorientale.files.wordpress.com/2010/03/egon_shile_10.jpg?w=120&h=182"><br><br>
Quando mio padre mori', dall'ospedale spedirono a casa una busta con le scarpe, gli occhiali, la cintura, un orologio e un ponte con due molari.<br>
"L'eredita'", disse mia madre aprendo la busta. Consegno' un euro al ragazzo delle poste e chiuse la porta. Lo specchio dell'ingresso tremo'. <br>
"Tieni", disse, "tuo padre". <br>
Portai la busta con quello che restava di mio padre nella stanza e alzai il volume della televisione. Presi gli occhiali dalla busta e li appoggiai sul letto, sotto ci piazzai i due denti, piu' in basso la cintura e sulla destra l'orologio. Era un Citizen con il cinturino di metallo. Piu' o meno mio padre doveva assomigliare a quella cosa, prima che un infermiere gli staccasse gli aghi dalle braccia e le ventose con gli elettrodi dal petto. <br>
Ritornai a scuola il giorno dopo il funerale. La maestra aveva organizzato una cosa: tutti i bambini si erano messi in fila e ognuno veniva verso il mio banco. Se erano femmine mi davano un bacio, se erano maschi dovevano abbracciarmi, ma tutti dicevano la stessa parola: "condoglianze". Certi nella fila ridevano e la maestra gli urlava di stare zitti, ma quelli riprendevano dubito dopo. Quando e' stato il turno di Michele ha messo la bocca vicino all'orecchio e ha detto: "ti aspetto fuori stronzo".<br>
Poi mi hanno dato una scatola con dei disegni, ognuno di loro ne aveva fatto uno. La maggior parte rappresentavano mio padre in paradiso; tutti avevano avuto la stessa idea. C'era una nuvola con sopra Gesu', la Madonna e mio padre. Erano disegni approssimativi, nessuno aveva mai visto mio padre e anche Gesu' era disegnato uno schifo. Nessuno aveva preso in considerazione che mio padre spegnesse le sigarette in faccia a mia madre o che facesse salire i bambini in macchina fuori le scuole. Questo non era mai successo, dico solo che a nessuno era passato per la mente che fosse un pezzo di merda e che adesso fosse all'inferno. Fuori il cancello della scuola mi hanno picchiato in due. <br>
"Ricchione, mongoloide", mi dicevano. <br>
Attorno si era formato il solito capannello. Ho protetto la faccia con le mani e mi sono piegato. Ho aspettato che finissero mentre avevo la faccia incollata alla strada. <br>
A casa ho cercato la parola condoglianze su Google poi ho guardato i cartoni e ho pianto a bassa voce per non fare arrabbiare mia mamma. Ho giocato a Winning eleven 2010 con la patch di Totti e ho perso contro il Borussia. Mia mamma stava guardando Forum su Retequattro. A tavola c'erano ancora i piatti della sera prima e lei spegneva le sigarette nella salsa e nella buccia delle arance. Sono uscito dalla stanza, lei nemmeno mi ha sentito. Dal mobile del bagno ho preso il fustino di detersivo, l'ho svuotato e sono ritornato in camera. Era un cilindro di cartone colorato di blu pieno di scritte. Dentro ci ho infilato i disegni, la dentiera, gli occhiali, la cinta e il citizen. Era incredibile che il fustino fosse leggerissimo nonostante la compattezza del cartone. <br>
La mattina seguente uscii di casa per andare a scuola. Avevo quello schifoso grembiule pieno di strappi che mi avevano fatto il giorno prima. Prima di uscire presi il fustino. Attraversai i binari fino al passaggio a livello e andai sulla spiaggia di San Giovanni. Il sole era forte e la spiaggia era piena di granelli brillanti in mezzo a quelli normali. C'era un cane morto, un motorino bruciato e sigarette dappertutto. Il cane aveva ancora tutti i peli sulla schiena ed era steso su un lato come se stesse giocando con una palla di sabbia. Mi inginocchiai e scavai una buca. La sabbia era morbida e mentre scavavo diventava sempre piu' scura. Da dove ero, il cane sembrava piu' piccolo. Non facevo altro che guardarlo. Era la prima volta che ne vedevo uno morto, era innaturale, sembrava finto. Lo toccai con un bastoncino di legno sotto la pancia e vicino le zampe. Poi gli alzai il labbro e feci venire fuori i denti. Erano bianchissimi. Quando la buca fu abbastanza profonda aprii il fustino di detersivo e mi avvicinai al cane. Presi le misure a occhio e pensai che poteva entrarci. Afferrai il cane per le zampe di dietro e lo infilai nel fustino assieme a tutte le altre cose morte di mio padre e i disegni. Adesso il fustino pesava il triplo. Calai il fustino nella buca e ricoprii tutto di sabbia e pensai che l'orologio sarebbe andato avanti altri cento anni a contare il tempo sotto la sabbia.
]]></description><link><![CDATA[http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=757]]></link></item><item><title><![CDATA[Video di Polvere di denti]]></title><description><![CDATA[<b>Polvere di denti</b><br>
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<div><object width="512" height="322"><param name="movie" value="http://d.yimg.com/static.video.yahoo.com/yep/YV_YEP.swf?ver=2.2.46" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="AllowScriptAccess" VALUE="always" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="flashVars" value="id=18614634&vid=7149371&#9001;=it-it&intl=it&thumbUrl=http%3A//l.yimg.com/a/p/i/bcst/videosearch/4873/103973853.jpeg&embed=1" /><embed src="http://d.yimg.com/static.video.yahoo.com/yep/YV_YEP.swf?ver=2.2.46" type="application/x-shockwave-flash" width="512" height="322" allowFullScreen="true" AllowScriptAccess="always" bgcolor="#000000" flashVars="id=18614634&vid=7149371&#9001;=it-it&intl=it&thumbUrl=http%3A//l.yimg.com/a/p/i/bcst/videosearch/4873/103973853.jpeg&embed=1" ></embed></object><br /><br>Il mio racconto Polvere di denti interpretato da Stefano Meglio con la regia di Giuseppe Miale di Mauro, al teatro Elicantropo di Napoli.]]></description><link><![CDATA[http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=756]]></link></item><item><title><![CDATA[Presente Indicativo]]></title><description><![CDATA[<b>Presente indicativo</b><br>
<img src="http://giasai.files.wordpress.com/2010/03/pi.jpg?w=85&h=128"><br>
Presente Indicativo, nuova antologia per Ad est dell'equatore. Dentro c'e' il mio racconto "Polvere di denti" che verra' rappresentato al teatro Elicantropo di Napoli per la regia di Giuseppe Miale di Mauro con protagonista Stefano Meglio. <a href="http://www.presenteindicativo.it/wp/">Info</a>.]]></description><link><![CDATA[http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=755]]></link></item></channel></rss>