Gianni Solla
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Tropico di San Giovanni a Teduccio

"Dopo una settimana che Annabella era in casa nostra, le cose si potevano riassumere in questa maniera: mia madre si faceva il segno della croce tutte le volte che la vedeva, io mi facevo una sega al giorno, mia sorella voleva ucciderla, mio padre aveva cominciato a vestire elegante. Più o meno dalle conseguenze si poteva valutare la portata del caso Annabella".

“La sera che il vecchio ci stava lasciando la pelle, Annabella sapeva di mandarino e cocco. Aveva una gonna corta e una camicia coi primi bottoni aperti. Eravamo in cucina, mio padre cadde con gli occhi girati all’indietro. Restammo paralizzati, perché il vecchio aveva sempre detto che ci avrebbe ammazzati tutti. Quando lo vedemmo con la gamba che tremava e la sedia capovolta, pensammo che fino a quel momento ci avesse detto solo stronzate. La prima ad avvicinarsi fu mia madre. Aveva ancora un mestolo in mano, lo teneva stretto come una rabdomante avrebbe fatto con il ramo, e quando gli fu vicino si buscò da mio padre un calcio in pieno culo. È un riflesso nervoso, si sarebbe detto in seguito, ma in realtà mio padre portava a termine l’ultimo desiderio, caso mai non avesse riaperto gli occhi.”

Senza Patria Editore http://senzapatriaeditore.it/ - Dicembre 2010, Copertina disegno a china di Mario Bianco.

Il prezzo
5 euro, pagine 60

Coma averlo
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