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In libreria da aprile 2012 il mio nuovo romanzo edito da Marsilio,
Il fiuto dello Squalo
 

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Lettera a Scarlett Johansson


1.
Cara Scarlett Johansson, mi chiamo Renato e lavoro alla PlasticFond. Ho la Fiat Panda 1100 a gasolio con il condizionatore e lo stereo Kenwood con l’mp3. L’anno scorso ad agosto ho affittato per due settimane una casa a Mondragone con mia sorella. Ha una bambina piccola che piange sempre. Il dottore dice che è autistica, ma se uno non lo sa sembra normale. Solo certe volte se guarda la televisione per troppo tempo le viene l’epilessia, fa la schiuma e gira gli occhi all’indietro. Allora mia sorella deve farle una siringa lunga due centimetri nella gamba. Mio cognato dice che da grande la bambina si aggiusta perché anche lui da piccolo sembrava mongoloide però adesso ha l’alfa 147 a benzina. Ti scrivo per dirti che sei molto bella e che hai dei capelli bellissimi. Per dimostrarti che sono un ragazzo che ha fatto le sue esperienze, nella busta di questa lettera troverai anche una fotografia di Cinzia, la ragazza con la quale sono stato fidanzato per tre anni. Nella fotografia siamo vicini una fontanina al matrimonio di mio fratello Germano al ristorante Il cucchiaio d’oro di Torre del greco. Io ho schizzato Cinzia con l’acqua per scherzare ma lei si è messa gridare. Quello che invece sta in mezzo a noi coi Reyban, è il cantante Raffaello. Cinzia a marzo si è fidanzata con l’istruttore della sua palestra, io l’ho aspettato nel garage con un cacciavite, lui mi ha sbattuto con la faccia per terra e ha detto che se mi vedeva di nuovo chiamava la polizia. Se pensi che tra te e me possa nascere una relazione seria, ecco, io vorrei dirti che sono disponibile. Ti lascio due numeri di cellulare però ti consiglio di chiamare sul tim perché la tre non prende mai. Se ti decidi entro la fine di luglio io potrei venire una settima da te a Los Angeles e poi potremmo passare un’altra settimana a casa di mio cognato a Formia per conoscerci meglio.

2.
Scarlett, ho raccontato a mio cognato Rosario di averti scritto, lui ti ha visto sul sorrisi e canzoni abbracciata con uno e dice che è difficile che lo lasci. Adesso però parlo un po’ di me. Lavoro fino alle sei, certe volte fino alle undici se faccio il secondo turno, torno a casa, cucino le panatine o i sofficini, lavo i pantaloni e le magliette e poi faccio la doccia con il felce azzurra. Quando ho finito mi stendo sul divano e guardo la televisione. A casa sono da solo, mia mamma e mio padre sono morti l’anno scorso e il lavoro me lo hanno dato alla fabbrica dove lavorava mio padre. Ho preso il suo posto nel reparto, il suo armadietto e il suo posto macchina. Quelli della mensa mi chiamano con il suo nome. All’inizio il lavoro non mi piaceva, c’era sempre puzza di plastica bruciata e il rumore non mi faceva parlare con nessuno. Otto ore senza parlare. Da sotto il casco protettivo si vedeva poco la faccia degli altri, restava fuori la bocca e un po’ i capelli sul collo. Dalla mia postazione vedevo solo i caschi gialli che si muovevano simmetricamente come le ragazze del nuoto sincronizzato di Pechino. Devo fare un milione di volte al giorno lo stesso movimento con il braccio. Bisogna abbassare la leva del compattatore, infilare il pezzo nella guida, spingere il bottone rosso e contare fino a quattro. Certe volte quattro è un tempo lunghissimo, io penso che dovrei contare fino a due. L’ho detto al caposettore mi ha detto di contare fino a quattro e che non si può fare il cazzo che ci pare. Ogni volta che il caposettore passa mi fa il segno del quattro con le dita. Non è come dicono da Santoro Scarlett, il lavoro ripetitivo mi piace. Mi piace lavorare al compattatore, il pezzo che esce è lucente, al tocco è liscio. Mi piace vederlo allineato nel carrello insieme ad altri dodici tutti uguali. Io prima di fare qualsiasi cosa conto fino a quattro perché non posso fare il cazzo che mi pare. La sera guardo striscia la notizia (i miei conduttori preferiti sono ficarra e picone), poi guardo una trasmissione (trasmissione preferita: chi l’ha visto) e poi i bellissimi di rete quattro e poi quando tutto finisce, guardo le televendite degli attrezzi della palestra oppure dei trapani oppure del robot per la casa roomba. Io questa cosa non l’ho mai detta nemmeno a mio cognato: dormo due ore per notte e tutto il resto guardo la televisione. Mi piace sapere che sono l’ultimo ragazzo sulla terra ancora sveglio. Con il computer ho fatto un fotomontaggio, una cosa porno con la tua faccia. Sulle pareti della mia stanza ci sono foto tue con molti uomini e penso che non stia bene che tu faccia certe cose. Sei una donna sporca ma io ti perdono. Mia mamma quando trovava le mie videocassette schifose diceva sempre che non andava bene e mi faceva dire dieci angelo custode. Cinzia voleva sempre fare le cose e mia mamma diceva che era una schifosa e perciò poi li abbiamo ammazzati con il veleno nella stufa a cherosene. Poi si è iscritta in palestra perché ha visto un servizio sulla palestre su verissimo. Ciao Scarlett, sei sempre bellissima.

3.
Ciao Scarlett, ieri notte ho chiamato Cinzia e le ho detto che io e te ci siamo fidanzati e che ci sposeremo al ristorante Il cucchiaio d’oro di Torre del Greco. Lo so che non è vero, però ieri ho ricevuto una chiamata anonima sul cellulare (il Tim, cellulare Samsung con suoneria del gatto virgola) e lo sapevo che eri tu. Capisco la tua vergogna ma io sono un ragazzo semplice e non devi avere paura. Cinzia ha detto che non devo chiamare a casa sua così tardi e quando le ho chiesto se voleva restare un po’ a parlare ha attaccato. Non la sentivo da due mesi e dopo che ho parlato con lei sono uscito e ho guidato tutta la notte sulla tangenziale. Ho dormito dieci minuti nel parcheggio di una pompa di benzina e poi mi hanno svegliato i carabinieri bussando con la mano sul vetro perché il proprietario si è impressionato. Dopo che mi hanno controllato i documenti sono andato a lavoro. Ho parcheggiato nel piazzale della fabbrica e ho contato fino a quattro prima di uscire, poi ho marcato il budge e ho contato fino a quattro, ho aperto l’armadietto e ho contato fino a quattro perché non posso fare il cazzo che mi pare. È importante che tutti rispettiamo una regola. Se ti piace il mare possiamo andare a l’acqua flash di Licola, là hanno anche il calcetto con il sapone che quando cadiamo poi ridiamo, come facevamo io e Cinzia e mio cognato ci scattava la fotografia con il cellulare.

4.
Ciao Scarlett, ho un braccio fasciato e il collarino. Fa caldo e mi prude. Eravamo in fabbrica al reparto e a un certo punto ho sentito un suono fortissimo, un fischio spaziale e mi facevano male le orecchie, ho contato fino a quattro ma non è passato, allora me le sono coperte perché sentivo il fischio sempre più acuto e ho lasciato la macchina e tutti gridavano di non lasciarla ma io dovevo coprirmi le orecchie perché sentivo il cervello che si stava bucando e poi la pala è caduta sul braccio di Luigi e c’era sangue dappertutto e lo hanno portato all’ospedale. Ha sbagliato perchè non ha contato fino a quattro, ha fatto il cazzo che gli pareva e questo non si può fare. Cristo Scarlett, bisogna sempre contare fino a quattro un milione di volte al giorno. Poi l’allarme ha smesso e io ho tolto le mani dalle orecchie e quando tutti sono andati all’ospedale sono rimasto da solo nel reparto e dove c’è la postazione di Luigi, per terra c’era segatura e sangue. La sera sono andato nel posto dove ci incontravamo con i nostri amici e c’era anche Cinzia con quello della palestra. Nessuno parlava, ho aspettato un po’ perché non riuscivo a muovermi, poi ho contato fino a quattro e sono ritornato alla macchina per andarmene e mentre facevo manovra ho sentito di nuovo il fischio spaziale e ho alzato le mani dallo sterzo per metterle sulle orecchie e sono andato a sbattere e il vetro della macchina è scoppiato e mi è arrivato sulla faccia e mentre l’infermiere dell’ambulanza mi tirava fuori dalla macchina, mi diceva di non girare il collo e io piangevo e sentivo il sangue nella bocca.

5.
Cara Scarlett anche stanotte mi è arrivata una chiamata anonima, ma ho capito, non sei stata tu e nemmeno la volta scorsa, ma è stata Cinzia. Ho chiamato a casa sua, ha risposto la madre, erano le due, strillava, ha detto che sono un cazzo di disturbato e che non devo chiamare, che loro non ce la fanno più con questa storia e allora io anche le ho detto che non ce la faccio più e che Cinzia non deve più stare con quell’altro che poi non è nemmeno l’istruttore della palestra ma solo uno che ci va perché l’ho seguito e poi è anche sposato e non sta bene che Cinzia faccia le cose con uno sposato.

5 bis.
Scarlett mi sento tranquillo solo quando sono vicino il compattatore. In quel posto nessuno può fare il cazzo che gli pare, nemmeno il caposettore. L'attimo in cui si abbassa lo stampo sul pezzo e i rivoli di metallo schizzanno dappertutto nella cesta è bellissimo. Il braccio arancione del compattatore fa uno scatto veloce verso il pezzo, poi si blocca per un istante, come se volesse accumulare peso e poi si abbassa. Allora si sente il metallo che si deforma e dentro la pancia sento una sensazione di potenza infinita per un milione di volte al giorno. Il meccanismo preciso del compattatore assomiglia a quello che facevano gli uomini e le donne nelle mie videocassette schifose. I pistoni, la lubrificazione, il movimento ripetuto, il calore che si sprigiona. Questo fa assomigliare gli essere umani ai compattatori. Una volta mi sono eccitato guardando il compattatore. Sono andato nel bagno del primo piano e ho fatto una cosa schifosa. La notte a casa ho detto cento angelo custode. Se un pezzo è fatto bene, produce trecentosettantadue rivoli di metallo. Gli altri non saranno perfetti, penderanno da un lato, saranno parti di macchine difettose. Sono stato io a premere il bottone rosso e a contare fino a quattro, mi sento parte della potenza del compattatore. Se nessuno fa il cazzo che gli pare tutto è inquadrato e i pezzi escono buoni. Questa è l'unica cosa che conta. Anche Cinzia non doveva fare il cazzo che gli pareva.

6.
Tengo tutte le lettere che mi scrivi nella scatola delle scarpe assieme alle bustine per il mal di denti, lo sciroppo per la tosse e il ventolin e alla fotografia di mia mamma e mio padre quando eravamo sulla spiaggia di Gaeta. Io piangevo e mio padre aveva fatto il cappellino di carta e mia mamma mi teneva in braccio e la cosa bella è che nessuno si ricorda chi ha fatto quella fotografia. Smettila di spedirmi quelle fotografie dove fai quelle cose schifose con tutti quegli uomini, anche se le infili per bene nelle bustine di cellophane trasparenti per congelare la carne e le metti nella busta della lettera, io lo capisco da subito che cosa c’è dentro, sei una schifosa puttana e anche mia sorella, l’ho sempre saputo, una schifosa anche lei, tu e lei in mezzo a quelli che vi mettono le mani addosso in tutte quelle fotografie e dalle vostre facce si vede che vi piace e anche Rosario che prima tocca te e poi lei in mezzo a tutti quegli altri. Smettila di scrivermi per sempre sei una cazzo di disturbata.

7.
Scusa Scarlett se non ti ho scritto per tre settimane ma sono stato in galera e poi mi hanno rilasciato. Adesso devo andare due volte a settimana a parlare con una dottoressa della asl 3. Tutto è successo quando mi hai spedito con l’ultima lettera, la foto di te e Cinzia in mezzo a quei due. Le ho trovate nella cassetta della posta avvolte in un foglio di giornale chiuso con il nastro isolante. Adesso che avevo le prove che Cinzia era una schifosa, ho spedito la foto a casa della moglie del suo nuovo fidanzato e il giorno dopo sono arrivati i carabinieri a prendermi mentre ero al reparto. Io non mi staccavo dal compattatore e anche se mi hanno bloccato in due il mio braccio continuava ad andare su e giù perché tutti i giorni devo fare un milione di volte lo stesso movimento e all’improvviso la mia mano è andata a sbattere contro un carabiniere e c’era di nuovo il sangue come quella volta con Luigi. Ma adesso sono tornato a casa. La dottoressa con cui parlo è brava, mi fa raccontare un sacco di cose, vuole sapere tutta la mia storia con Cinzia e del lavoro al reparto e delle televendite, ma c’è una cosa che ho scoperto su di lei. Mi è arrivata una fotografia a casa dove lei è in mezzo a due uomini e si fa fare di tutto. Qualcuno l’ha infilata sotto la porta di casa mia. Era piegata all’interno di un guanto da cucina. Non so chi sia stato a spedirmela ma c’è qualcuno che ha voluto avvertirmi che lei è una schifosa. Forse qualcuno mi spia, sto pensando di installare una telecamera fuori la porta.

8.
Cara Scarlett, grazie per avermi spedito il tuo indirizzo. Ho comprato il biglietto, parto tra due giorni, non vedo l’ora di conoscerti. Qua è un via vai di poliziotti e mi hanno anche inquadrato al telegiornale di rai tre perché hanno trovato il nuovo fidanzato di Cinzia morto in un parcheggio e la polizia sta facendo il suo dovere per capire quello che è successo. Quando la polizia è arrivata a casa mia ha messo le mani ovunque e ha trovato la scatola con tutte le fotografie che i disturbati mi mandano a casa e adesso dice che mi vogliono aiutare.
 


 
In libreria da aprile 2012 il mio nuovo romanzo edito da Marsilio, Il fiuto dello Squalo  

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01/06/2010 9.37.58
Pensa che al primo capitolo m'ero quasi identificato, poi, leggendo leggendo, ho pensato che io sto un po' meno fuori di testa (mo' ti lascio, che sto scrivendo una lettera a Naomi; a Naomi, eh, no a quella troietta di Noemi.)
aitan

01/06/2010 11.37.07
Grande. Per riprendere a respirare ho consumato due bombole di ossigeno...
Mauro

01/06/2010 15.49.29
Grazie Mauro, sono contento che tu ce l’abbia fatta ad arrivare fino in fondo. Ti sono grato per il tuo tempo. Aitan, tu mi conosci troppo bene perché hai toccato una corda parecchio squillante, Noemi. Il trash, anche quello estremo mi attira, c’ho un po’ di cose pronte su di lei. Guarda questa foto http://ultimigossip.myblog.it/media/02/02/1772386351.jpg la madre e il padre dietro che assistono alla santificazione della figlia. Stanno tutti a Venezia. Che devo fare, a me questi mi fanno venire voglia di scrivere le storie sceme.
gianni

02/06/2010 10.57.32
Effettivamente, Gianni, io penso che si possa partire da lì, da quella villa di Casoria, se si voglia fare un giorno, di questi giorni, un chronicle play (un dramma storico alla Shakespeare, altro che storie sceme come giochi a scrivere tu ;). Mado', come ho scritto involuto. Ma tu e' capito, no?
aitan

04/06/2010 14.41.23
Sempre in forma. Ciao.
metrovampe

28/06/2010 11.53.46
la storia del fischio spaziale mi ha fatto morire.
valerio

30/06/2010 9.07.20
Grazie del commento Metrovampe e Valerio!
gianni

28/09/2010 16.52.15
ti lovvo
pyoman

28/09/2010 17.39.10
grandiosa.
ire

28/09/2010 17.51.58
Fantastica
George Frusciante

29/09/2010 9.30.14
@pyoman, @ire, @GeorgeFrusciante, grazie!
gianni

27/10/2010 12.05.12
Tu sei un genio, comprerò tutto quello che scrivi.
delamoore

30/01/2011 12.16.40
ebbravo :)
simo

20/07/2012 9.34.43
Sono rimasto incollato! Bellissimo pezzo!
Santacrab

13/03/2013 11.10.47
"...anche lui da piccolo sembrava mongoloide però adesso ha l’alfa 147 a benzina." EPICITÀ ASSURDA!!!
Lord

13/03/2013 18.31.17
"...anche lui da piccolo sembrava mongoloide però adesso ha l’alfa 147 a benzina." EPICITÀ ASSURDA!!!
Lord


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