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Storia corta

[Samurai]
Mio nonno smise di lavarsi i denti il 4 novembre 1979. Lo annunciò a tavola quando terminò di cenare. Mia madre spense la sigaretta nel piatto e disse che per lei andava bene. Il nonno respirò forte e annunciò che da quel giorno avrebbe parlato pochissimo e che le sue poche parole avrebbero ucciso.
I primi giorni pensavamo che fosse per via del dolore alla spalla che non ce la faceva a lavarsi i denti, poi il suo spazzolino diventò secco e l'estate seguente il caldo lo fece spezzare. Se faceva un colpo di tosse a Piazza Garibaldi noi lo sentivamo.
La puzza è cresciuta lentamente per i primi due mesi, poi si è stabilizzata raggiungendo il massimo della potenza verso la nona settimana. Io però ero piccolo, avevo sei anni e certi ingranaggi della mente non li capivo. Per me quello era l'odore del nonno e neanche me lo ricordavo che un tempo il suo fiato avesse un odore diverso. Quando morì, i becchini che dal letto lo infilarono nella bara non ci potevano credere. Dissero che secondo loro il vecchio doveva essere morto da almeno dieci mesi per come puzzava.
"Avvitate bene il coperchio", disse mia mamma.
C'era parecchia gente a casa a salutarlo e sotto il palazzo avevano messo una ghirlanda con dei nomi scritti su una stoffa viola. Bisognava girare la testa per seguire il verso delle parole e io comunque conoscevo le lettere solo fino alla m, il nonno non aveva fatto in tempo a parlarmi delle altre lettere. Però il concetto di morte me lo aveva spiegato per bene.
"Lascialo stare", gli urlava mia mamma quando lo sentiva raccontarmi della morte.
"Lo deve sapere adesso", gli urlava lui.
"Ha solo otto anni", diceva lei.
"E' tardi, cristiddio è tardissimo".
E poi attaccava a raccontarmi la storia di Elvira, la puttana che l'aveva nascosto in casa quando aveva sparato nel ginocchio a quello che gli aveva rubato la macchina.
L’aveva tenuto in una casa di piazza Nazionale per quattro mesi ed Elvira era innamorata e divideva con lui i soldi. Poi Elvira era morta di una malattia e perciò quando mi parlava della morte si partiva sempre parlando del chiavare, perché lui diceva che morire e chiavare sono la stessa cosa, sono cose che si devono fare per forza.
Prima di morire il nonno mi lasciò la fotografia di Elvira. C’erano scritte delle cose dietro, una poesia che il nonno le aveva scritto, e che mi aveva letto così tante volte che la conoscevo a memoria, senza sapere se effettivamente quelle parole corrispondessero a quei tratti di inchiostro dietro la fotografia. Perciò ero ansioso di imparare a leggere oltre la lettera m, perché il nonno mi diceva che il bello veniva proprio dopo la m. Non era bella come mi raccontava, la faccia era troppo lunga e dalla fotografia non si poteva né sentire l’odore del suo collo né provare come faceva il caffè e secondo il nonno, io mi perdevo il meglio di lei.
Al funerale io avevo una magliettina gialla e mia madre mi diceva continuamente di non allontanarmi. Aveva riempito la stanza di fiori e di piccola candele profumate, ma il fiato del nonno usciva prepotente dalla sua bocca chiusa e le finestre aperte non potevano niente. Non si sapeva mai come vestirsi ai funerali, zia Sofia aveva detto a mia mamma che non andava bene che io avessi la maglietta gialla, non sta bene vestirsi colorati, per i vicini più che altro. Il nonno mi aveva spiegato per bene come funzionava la procedura della morte, mille volte. Un giorno smetti di respirare,ti mettono in una bara, ti infilano sottoterra e statti bene al cazzo. Questo era tutto quello che c’era da sapere sulla morte e non dovevo credere a nessun’altra storia. Perciò presi la fotografia di Elvira e facendo finta di leggere cominciai a recitare a voce alta in mezzo a tutti quelli che erano là: "grandissima e amatissima puttana mia, il culo tuo è una caverna calda dove m’infilo e muoio", e poi arrivò mia mamma e mi diede uno schiaffo dietro il collo.
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17/09/2009 18.36.19
questo nonno tutto intriso di eros e thanatos, qeusto nonno che sa così bene che ogni orgasmo è una piccola morta, una voluttà di perdersi... è propeto 'nu simpaticone
aitan
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17/09/2009 19.27.31
siamo così di famiglia Aitan, mio padre è pure peggio.
gianni
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30/09/2009 18.29.41
è bellissimo -complimenti
lefty
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01/10/2009 11.30.14
grazie lefty di essere passato.
gianni
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05/10/2009 0.14.22
io lo vorrei leggere tutto... ma se clicco continua a leggere mi dice errore :(
mò mi mandi a dormire col pensiero...
viadellaviola
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05/10/2009 10.48.55
eh, scusa Viola, come programmatore sono un cane (bau!). Grazie della segnalazione, spero adesso di aver gestito l'errore.
gianni
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10/10/2009 16.33.46
gran bella de-composizione. che coglione, faccio i giochi di parole.
gramuglio
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04/11/2009 22.53.20
uà, mo' pure i commenti si possono fare? questa è democrazia pura!!
flounder
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05/11/2009 8.28.57
Flounder fino a un certo punto, l'importante è parlare bene del post altrimenti cancello e mando un virus.
gianni
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05/11/2009 16.34.17
questo post è bellissimo. ne ho parlato anche in giro, quando è uscito. anche sul social network pernacchio.
ce lo andiamo a sentire stasera Carrino alla Feltrinelli?
flounder
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05/11/2009 19.37.21
Lei è davvero gentile Flounders, sono lusingato.
gianni
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09/11/2009 17.18.28
se finivi il racconto senza la poesia erano schiaffi. bellissimi tutt'e due.
wallyci
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09/11/2009 17.41.10
ok, mi sono scansato gli schiaffi per un filo, grazie wallyci. Comunque ogni tanto gli schiaffi ci vogliono, così, in generale.
gianni
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