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Divanismo secondo
[cellophane]
Passo la scopa elettrificata nella cucina,
sposto le sedie e accendo il ventilatore,
ha detto che devo fare un lavoro per bene,
i capelli, le briciole, già ci stanno le formiche,
mentr’io penso a scrivere una storia piena di femmine,
per un pubblico femminile,
densa di camere d’albergo e signore equivoche colle scarpe lucide rosse,
perché ho avuto successo,
la gente pella strada mi dice che ha letto l’ultimo libretto,
e intanto continuo a spostare sedie,
ogni sedia una femmina,
penso a un parato viola di una camera d’albergo e un portiere col dopobarba pesante,
cristiddio quante sedie ci stanno,
e il rumore che sento adesso sono le formiche,
che dall’interno del sacchetto dell’aspirapolvere,
cominciano a mangiare i fili, gli ingranaggi,
il mio braccio, la mia faccia.
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07/09/2009 20.49.24
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10/09/2009 1.24.38
ma sei un grande (forse anche un pò strano ma è quello il bello!) mi dai l'elenco dei tuoi scritti.
grazie
hotel
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27/10/2009 10.48.59
adoro il tuo stile di scrittura. secco, tagliente, crudo e al tempo stesso onirico.
f.
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