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In libreria da aprile 2012 il mio nuovo romanzo edito da Marsilio,
Il fiuto dello Squalo
 

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Tutti i respiri che hai


Helen si stese nella vasca da bagno tirò il respiro e immerse la testa. Aveva quarantadue anni, la pelle era diventata un calzino più grande di una misura. Contò fino a cinquantaquattro e riemerse. Riccardo alzò la tavoletta e urinò, ti senti bene?, cinquantaquattro, disse lei riempiendo i polmoni, indugiò pochi secondi a pelo d’acqua, lo vide lavarsi le mani e poi abbassò di nuovo la testa sott'acqua. Ritornò all’estate quando andò a Ischia con i genitori. Si tappava il naso e si immergeva per raccogliere piccoli molluschi e granchi che portava a riva. Helen, urlava la madre quando non riemergeva dopo pochi secondi, mentre il mare filtrava le voci della superficie come una lastra di polistirolo. Aveva scritto otto romanzi e guadagnato tre milioni di sterline, ma la notte aveva cominciato a sentire qualcuno che le parlava nel buio. Si alzò dalla vasca, le gocce di acqua l’attraversarono in verticale il corpo, pensò di uccidersi immergendo il phon nella vasca, poi infilò un accappatoio rosso e andò in cucina a mangiare una barretta alla vitamina E. Prendeva due stilnox e una nottem, la mattina non ricordava niente, non riusciva più a scrivere le storie del cavalluccio magico. Lo stesso dolore nella spalla destra che aveva preso a perseguitarla da settimane si era materializzato in poche ore, insieme alla voci. Cristo dio, diceva Helen la notte. Cos'hai amore, le chiedeva il marito, niente, continua a dormire, sei sicura?, dormi amore mio. Poi le due stilnox non bastavano più. Una sua amica, Renata, le procurò dell’eroina. Renata abitava al Vomero in un condominio lussuoso, Helen ci andava tutte le mattine. Là trovava una striscetta di eroina che fiutava con una banconota. Pensò che l’eroina fosse un medicinale universale. Renata gliene dava solo una striscietta al giorno, non oltre, diceva e ad Helen bastava.
*
[zoom]
*
Helen lasciò l’appartamento di Renata con un calore artificiale nel torace e uno stato di quiete sintetica. Adesso che aveva un termosifone installato tra le costole. Non conosceva il suo male, ma adesso aveva una cura e anche le voci che aveva ascoltato la notte prima erano solo un ricordo lontano che si liquefaceva al contatto con il nuovo calore. Attraversò Via Luca Giordano con una Camel light stretta tra l’indice e il medio e con i Gucci neri che le fasciavano gli occhi raggiunse il centro di fisioterapia. Era calma, l’eroina le aveva pettinato il sistema nervoso. Consegnò alla reception il documento del medico, ho una seduta prenotata per oggi, disse alla donna dietro il vetro. La striscia di eroina le aveva fatto sparire il dolore alla spalla, poteva muoverla senza sentire la fitta, si sarebbe limitata a descrivere al medico la presenza di una lastra di ghiaccio infilata sotto il deltoide destro che le impediva di appendere un cappotto a un chiodo, proprio quel movimento là. Helen percorse un corridoio e raggiunse la sala d’aspetto. Le pareti erano azzurre e illuminate in maniera sbagliata da una coppia di neon contenuti in uno scafandro di plastica spesso. Si sedette su una sedia di plastica e appoggiò la nuca sulla parete.
- Potrei comprarlo questo posto, invece di stare ad aspettare -.
- Fallo ridipingere se lo compri, queste pareti fanno schifo -.
Helen si voltò, c’era un uomo alla sua sinistra seduto tre sedie più in là.
- Hai sentito quello che ho pensato? -.
- Non l’hai pensato, l’hai detto ad alta voce -.
Helen rise.
- Sono fatta - disse - questo l’ho detto o pensato? -.
- Questo l’hai pensato - disse l’uomo.
Helen si accorse che l’uomo aveva tra le mani uno spartito.
- Perché hai uno spartito, cosa ci fai? - mentre lo diceva Helen si avvicinò all’uomo.
- L’oculista mi ha detto di portare quello che solitamente leggo, serve per provare la nuova gradazione -.
- Tu non porti gli occhiali -.
- Ho le lentine, sono un truffatore -.
- Io so suonare una canzone al pianoforte, è il motivo di Fur Elise, ma io ho cambiato le parole, la vuoi sentire? -.
L’uomo aprì le braccia per farle segno di incominciare.
- Ma che notte lunga insieme a te, la la la la -.
- Buono -.
- Fa schifo, però ne ho un’altra sulla pubblicità del Lasonil -.
L’uomo rise, Helen gli guardò le gambe e le mani.
- Avvicinati, devo dirti una cosa - disse Helen sussurrando.
L’uomo di avvicinò. Da quella posizione Helen poté sentire l’odore di dopobarba e di sigaretta che venivano dalla sua faccia.
- Cosa ci facciamo qui, portami in un albergo, ho tutte le carte di credito del mondo - mentre lo diceva, strofinò il suo viso contro quello dell’uomo. Si respirarono gli aliti a vicenda. Uscirono dalla sala d’aspetto, Helen stretta nei Gucci neri, l’uomo chiuso nel cappotto marrone con lo spartito piegato tra le mani. Entrarono nella bmw parcheggiata fuori, Helen accese una sigaretta, chiuse gli occhi dietro i Gucci neri, l’eroina la cullò, pensò al marito, al cavalluccio magico, si rivide immersa nella vasca con la faccia sotto, poi con l’accappatoio rosso e quando riaprì gli occhi si ritrovò nuda di fronte a uno specchio rettangolare nella stanza settantadue di un Holiday Inn. L’uomo le baciava il collo e la penetrava da dietro spingendo forte e contraendo gli addominali come il respiro di una medusa, ed Helen provò il piacere della corruzione, lo stesso che aveva provato per tutti i tradimenti che aveva compiuto, e pensò a tutti gli sconosciuti che aveva abbordato negli aeroporti, nelle librerie, nelle stazioni, negli autogrill, a suo marito Riccardo che voleva ascoltare la descrizione di ogni suo tradimento mentre si masturbava, voleva sapere precisamente come quegli uomini l’avessero toccata e cosa le avessero chiesto di fare per loro, pensò ai tre milioni di sterline che non finivano mai, a tutte le copertine che aveva firmato, al cavalluccio magico, e si chinò, palmi e ginocchia sul letto e chiuse gli occhi, per sentire l’incastro, l’attrito del corpo dell’uomo, stantuffo e sfintere, pelle sconosciuta e l’affanno dei polmoni di lui.
 


 
In libreria da aprile 2012 il mio nuovo romanzo edito da Marsilio, Il fiuto dello Squalo  

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