Catlaya
[La vita dopo i call center]
Uso il collutorio e il dentifricio coi microgranuli. Tutte le sere lavo le mani con la candeggina, solo il giovedì con la benzina. La pulizia del proprio corpo è importante. Ho comprato il Dermorel T crema setificante per il collo e la mattina stendo sotto gli occhi un velo di gel rivatilizzante con il q10. Ho una borsa con il fondo rigido di quelle che usano i rappresentanti per il campionario. Vado in ufficio con quella e dentro ci tengo tutti i prodotti. I miei colleghi si spediscono tra loro i messaggi sul sistema di messaggeria interno dell'azienda. Mi chiamano Psyco, Mastro Lindo, il Signor Boccasana. Ho un programma per intercettare i loro messaggi. Sono delle persone deboli totalmente influenzate dalla pubblicita', non sono capaci di creare un soprannome dalla loro fantasia. Tengono l'aria condizionata al minimo, lo fanno per farmi sentire freddo e il filtro del condizionatore non è stato mai pulito.
+*+
Non vado a mensa con loro, ne' prendo con loro il caffe' al distributore. Posso mangiare e bere soltanto se sono da solo. Davanti agli altri non posso starnutire, sbadigliare e tossire. L'idea che qualcuno mi guardi in bocca durante una funzione intima mi paralizza. Vado a mangiare in un parcheggio sotterraneo di fronte all'ospedale Pascale. Scendo due livelli sottoterra e guido fino a un corridoio dove dalle condotte cade isterica una goccia d'acqua nel tentativo di scavare l’asfalto. Spengo il motore e i fari, appoggio la vaschetta di alluminio sulle gambe e mangio il pollo.
+++
Mi chiamo Federico Massati, ho trentasette anni e sono una persona molto pulita.
+
La detersione continuata ha provocato un rossore alle mani. In alcuni punti la pelle è diventata come le scaglie di un pesce rosso, degli esagoni di pelle rossa lucente traslucida rialzata. Ho utilizzato il Finesterin, i cortisonici ma il rossore non è andato via. Ho fiducia nella medicina, mi autoprescrivo i farmaci. Ho messo delle garze attorno le mani. Ho avvolto le dita, il polso fino a metà dell'avambraccio fino a che tutto è diventato un blocco compatto. L'isolamento tattile prodotto dalle garze mi rassicura. E' una sensazione confortevole sapere di non entrare in contatto con gli oggetti. Ma devo respingerla, potrebbe essere il punto di non ritorno con la realtà.
****************************************************
*Questa notte ho sognato di essere bloccato in un bozzolo di garze disinfettate.
****************************************************
++
Il dermatologo della asl dice che si tratta di un abbassamento delle difese immunitarie della pelle nelle zone che uso strofinare. Gesù Cristo, ha anche detto quando ha visto come avevo avvolto le mani nelle garze. Poi ha ripetuto la parola benzina sottovoce e ha scritto un numero di telefono su un foglietto strappato da un block-notes di pubblicità di un antibiotico. Sotto il numero ha scritto un nome: Carol.
||||||||||||||||||||||||||||||||||
Carol è il direttore di un centro per i disturbi psicosomatici, ha i capelli lunghi ed è stempiato ai lati della fronte. Il naso è innestato senza alcuna grazia sul volto. I pezzi della sua faccia sono forme primordiali, triangoli e sezioni di cono non rifinite. La pelle conserva i segni di un'acne devastante e adesso si presenta come un campo pieno di buche. L'aumentata sensibilità della pelle delle mani aumenta la mia capacità di cogliere i particolari. Carol dice che se voglio può aiutarmi con questa storia della pulizia.
+++
1. Comprare il Fastum gel
2. Chiamare la Tre per cambiare piano tariffario
3. Cercare su Google
"guanti di lattice trasparenti invisibili sottili da usare in ufficio-colleghi"
***
Dormo undici ore a notte e quando non dormo mi lavo le mani.
***
Tecnicamente parlando, Carol e il dermatologo sono le uniche persone con le quali ho parlato negli ultimi mesi. Escluso quel tale di Genova con il quale ho scambiato alcune parole mentre in webcam mi lasciavo guardare mentre mi masturbavo.
++
Carol ha detto che è importante trovarsi qualcosa da fare. Anche se non voglio cominciare un percorso insieme a lui, è bene trovarsi qualcosa da fare. Ha utilizzato la parola "percorso" in un'accezione che non condivido. L’uso eccessivo delle metafore impoverisce il pensiero.
+
Ho molto tempo libero oltre al lavoro, ma non riesco a fare niente altro che lavare il pavimento. O spostare i mobili per la pulizia settimanale.
***
Il ragazzo di Genova si chiama Lorenzo e lavora da un commercialista. Non ho mai incontrato nessuno conosciuto in una chat. Lorenzo mi ha scritto in maniera ordinata e anatomicamente corretta tutto quella che ha intenzione di farmi. Questo dovrebbe eccitarmi, ma non lo sono. Carol ha detto che la pulsione sessuale verso un corpo è una leva che bisogna sfruttare, ha detto di lasciarmi andare.
***
Ho intercettato un nuovo soprannome nel sistema di comunicazione interno. Rocky, penso per via delle mani fasciate.
++
In treno ho tolto le garze, ma ho continuato ad aprire le porte tra i vagoni con i gomiti. L'oscurità nella quale ho tenuto le mani in queste settimane, ha reso la pelle bianchissima e molto morbida. Tra due ore sarò a Genova.
+++
Lorenzo ha una parrucca, è vestito da donna, siamo in un albergo alla stazione di Brignole, mi sta penetrando con violenza, mi sta picchiando, c’è sangue dappertutto nella stanza, dice che sono una puttana schizofrenica.+++ Ho la faccia tumefatta.+++ Se mi passo una mano sulla guancia non so dove finisce lo zigomo e dove l’arcata sopraccigliare.+++ E' andato via da venti minuti, ma sono ancora nella stessa posizione, a pancia sotto. Pensavo di essere legato.++Ho trascinato una sedia nella doccia, sotto il getto di acqua, la goccia nel parcheggio, non posso toccare la ceramica coi piedi++c'è sangue sul piatto della doccia.
+++
Ho deciso di trattenermi a Genova per il resto della mia vacanza comunque. Non ho intenzione di rivolgermi all’ospedale né alla polizia. Penso di avere l'articolazione del gomito compromessa.
***
L'acquario di Genova è un posto schifoso, i vicoli del centro storico sanno di piscio, è pieno di ricchioni ovunque. Ho ripreso a fasciarmi le mani con le garze.
***
La notte mi collego alle videochat dal mio portatile. La stanza dell'albergo ha un collegamento. Wi-fi. Mi mostro con la faccia tumefatta e ho cambiato il mio nickname da Signor Boccasana a Puttana schizofrenica. Tutti mi vogliono pagare adesso. Ho chiamato Carol al cellulare, gli ho raccontato quello che è successo con Lorenzo. Mi ha detto di ritornare a casa e che si sente in colpa per quello che è successo, pensa che io in questo momento sia molto fragile.
***
|