Hotel Messico il sito con i denti gialli
 

                           

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Safari nucleare post atomic kiss

Safari nucleare post atomic kiss
[La vita dopo i call center]


Lasciate stare le strisce pedonali, i semafori, la raccolta differenziata, i vicini silenziosi, se vi sparano nessuno dirà che non eravate un bravo ragazzo. Se la polizia viene ad arrestarvi le donne del vostro condominio scenderanno in strada e sputeranno in faccia ai poliziotti. Lasciate stare le canzoni di Tiziano Ferro e Biagio Antonacci e cominciate a imparare nomi come Raffaello e Ida Rendano. Lasciate stare le televisioni di stato, la Mediaset, Sanremo e cominciare a memorizzare sui vostri televisori Napolipiù e Televolla. Abituatevi a quelli che vendono eroina sul vostro ballatoio, fuori il vostro ascensore, all’ingresso del vostro garage. Prima o poi ne comprerete anche voi. Prendete posizione, con o contro gli scissionisti di Secondigliano. Andate a vedere i gigli a Barra e fatevi crescere il pataniello sulla spalla. Occupate una casa nel lotto zero a Ponticelli e parlate male dei Rom. Compratevi la felpa Baci & Abbracci, il Nokia N70, le Nike Silver e i Rayban a goccia. La cerimonia del vostro matrimonio non può finire prima delle cinque del mattino dopo l’intervento di dieci cantanti. Fate un video con il cellulare facendo finta di sparare un vostro amico, metteteci la colonna sonore de Il camorrista e mettetelo su Youtube. Vostra sorella lavora in una fabbrica di borse a San Giuseppe vesuviano e prende duecento euro. Al mese. Vostra sorella fa la sciampista in un parrucchiere al rettifilo e guadagna duecento euro. Al mese. Vostra sorella lavora in un’impresa di pulizia al Cardarelli e prende due cento euro. Al mese. Parlate male dei metallari di piazza San Domenico e dei punk di Piazza del Gesù. Fatevi due lampade a settimana, fatevi di cobrette a dieci euro. Comprate il fumo al terzo mondo, a Pazzigno, nella Duchessa, nella Sanità, a Resina, al rione Traiano. Comprate il cinquanta pollici lcd all’ipercoop di Afragola, il navigatore satellitare per la Smart, il dolby 5.1 ed alzate il volume su Il capo dei capi. Decidete di fare una rapina a Via Luca Giordano, decidete di farvi una macchina a via Cilea, decidete di farvi un SH da sotto una ragazza a Piazza Arenella. Abitate a San Giovanni a Teduccio, a Via Stadera, a Materdei, al Rione De Gasperi, alla Gescal, all’Inacasa, alla centosessantasette. Andate in pellegrinaggio alla Madonna dell’arco, camminate con uno stendardo con le banconote appese, pregate Padre Pio prima di fare un omicidio. Chi sono questi ai semafori con la faccia marrone, perché non se ne tornano a casa. Voi non andate da loro a lavargli i vetri. Chiedete i soldi ai commercianti del vostro quartiere per le luminarie, i tappeti, le stelle di natale, per le famiglie dei carcerati, per quelli del sistema, per la Madonna, per i tossici, dite che vi manda Antonio o’Russ, Gennar o’Criminal, Pasquale Bum Bum. Fatevi i cazzi vostri, non guardate la gente per strada, non fermatevi se vedete uno per terra, guardatevi da chi vi cammina dietro, guardatevi l’orologio, il cellulare, la borsa, la macchina, gli occhiali, vi fate fare uno squillo quando le vostre ragazze rientrano in casa perché state in pensiero. Comprate un orologio rubato, un cellulare rubato, una borsa rubata, un portatile rubato. Si sono fatti un camion di Nike, un camion di macchine fotografiche, un camion di occhiali da sole. Per strada ci sono i rifiuti di tre settimane. Ci sono più topi che mosche. Da stamattina l’elicottero della polizia sta sopra il bronx di San Giovanni che cazzo vogliono questi. Finti invalidi, finti impiegati del gas, finti carabinieri al posto di blocco, borse finte, film pezzotti, sigarette di contrabbando, Barbie pezzotte. Ti aspetto fuori dalla discoteca, fuori dalla scuola, fuori dallo stadio. Andate a molestare i ricchioni a Gianturco, le nere sotto il ponte dello scasso, le polacche fuori la Mercedes. Vostro padre se ne’è andato con una polacca che stava alla ferrovia se la incontrate la uccidete.

  ^   - lunedì 03/12/2007 ore 16.51.51
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La corsa

La corsa
[la vita dopo i call center]



Non faccio in tempo a chiudermi dentro che il proprietario del bar viene a bussare alla porta.
"Se ti fai là dentro chiamo a uno dei Santamaria e ti faccio scassare la faccia sul lavandino".
"No no" faccio io, "un minuto ed esco, non mi sento bene, tutto apposto".
Sento i passi di quello che si allontana. Figl'e bucchin, secondo lui la roba chi me l'ha venduta. Comunque non ci voglio entrare in queste cose, a me interessa solo di farmi. Veloce, devo fare veloce, soprattutto quando esco. Prendo la carta argentata e la apro, odore di vernice intenso, sì sì, tutto perfetto, stendo la roba sul portarotolo di plastica. Ci stanno disegnati cazzi e numeri di telefono di ricchioni. Una volta un ricchione ha detto che se mi facevo fare un bucchino mi comprava una pallina, io gli ho detto di no. Poi l'ho cercato il giorno dopo che stavo male. Stava sempre nei cessi della stazione di Chiaiano. Mi ha detto che mi ero sbagliato, che avevo capito male e poi mi ha fatto vedere un coltello. Una riga, un'altra me la tengo per dopo, per quando torno a casa per mettermi a dormire senza gli incubi, faccio il pippotto con un volantino dei testimoni di geova, ad avercelo un cinque, ne metterei insieme un altro e prenderei un’altra pallina, ma mettere insieme un dieci in questo posto è impossibile, se i Santamaria mi vedono fare colletta o farmi una borsetta mi sparano, l'hanno detto, qua dentro no vogliono stronzate, devono vendere, una volta però mi sono fatto un rolex, quello se ne stava col braccio di fuori che tamburellava sullo sportello, stretto l'orologio e gli ho dato uno strattone, forse gli ho rotto il polso e ho cominciato a correre, e non mi ricordo se quello mi correva dietro, se è uscito dalla macchina, la gente si toglieva davanti, io c'avevo gli occhi bianchi e facevano sette gradi, ma sentivo caldo, la felpa sudata, lo stesso sudore da due settimane, che corsa cristo santo madonna benedetta in mezzo alle palazzine quadrate, nei corridoi pieni di gente che sta sempre in mezzo alle scale fino alla palazzina dove quello dei Santamaria vende e quando arrivo nel corridoio del terzo piano della palazzina gialla, si sente il fiato mio. Quello ha guardato il rolex.
"Strunz, se ti sei fatto a uno qua attorno ti scass a facc".
"No no, stava sul corso Secondigliano, o saccio come funziona".
Quello mi guarda fisso. Sta strafatto di crack, c'ha una pistola che si vede da sotto alla maglietta. Mi dà dieci palline da undici euro. Un colpo di fortuna, non lo so, forse sono i morti miei che mi vogliono bene, gli volevo baciare le mani, a lui e tutti i Santamaria, che tengo l'ordine dentro al quartiere e che ci vendono la roba. Mi trema la mano, non riesco a tenere fermo il pippotto, devo muovermi, quello del bar poi non mi fa entrare più, ecco adesso lo tengo fermo, mi abbasso sul portarotolo, tiro tutta la striscia, sento l'odore della medicina con cui è tagliata, ributto giù il vomito che mi risale la trachea. L'acqua dal rubinetto esce marrone. Io me ne sbatto un poco sulla faccia ed esco dal bagno. Il proprietario mi vede, fa la mossa di uscire da dietro il bancone per prendermi, e io scappo, corro, quando ti fai il cuore non ti fa male se corri, il problema è solo quando la roba non ci sta, e corro veloce perché mi piace sentirmi il vento sulla faccia, per non farmi prendere dalla polizia, per non farmi prendere dai Santamaria e dal proprietario del bar.

  ^   - lunedì 26/11/2007 ore 19.39.54
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#8

8#
[cellophane]

Mi addormento la mattina di certi mercoledì
con la pelle sottile sotto agli occhi a palla
a uovo sodo, a gufo,
quelli in dotazione da dna, da modello base che sono
mi producono in Polonia, in Brasile
e mi sforzo di averci pelle abbastanza per ricoprire interamente i bulbi
nelle lenzuola gelate
tatuate con gli umori tuoi e miei
con peli arricciati
balistica erotica
e fazzoletti di carta abbandonati
incollati al pavimento
comprimo il ventre per tirare fuori una scorreggia per prendere un po’ di caldo
e vorrei che tu fossi qui
per farmi il latte
senza fare la pellicina sopra
che io non ne sono capace
delle volte
la pellicina mi esce già dalla busta.

  ^   - venerdì 23/11/2007 ore 6.45.50
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# Femmina

#7
[cellophane]

Femmina cercatrice di calzini spaiati
di neri e di blu che non vanno abbinati

speleologa di cose perdute
raccoglitrice di fiscali ricevute

preparatrice di tisane
cucinatrice di cose sane

[sei il mio rimedio
al mondo infame]

  ^   - sabato 27/10/2007 ore 10.06.15
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cellophane

cellophane

  ^   - venerdì 19/10/2007 ore 13.59.52
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Il cuore dei cani

Il cuore dei cani
[cellophane]

Il cuore dei cani,
in-scatolato toracico
in-termittenze termiche
di resti
di bue
esterni di macellerie
abbagliato abbaia di bagliori.

  ^   - giovedì 18/10/2007 ore 2.16.51
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Doppie punte

Doppie punte
[Cellophane]

Colleghe doppiepuntiche elettrodomestiche di shampoo ai frutti di bosco
rappresentanti avon
streghe coi folletti
bimby e kirby
che fanno tutto loro
costano tanto
però fanno tutto loro,
giurate con la mano al cuore,
costano però
allora mandeteli a lavoro al posto vostro
doppie punte con il resto attaccato sotto
se fanno tutto loro
i bimby e i kirby
che sono più simpatici
meno meccanici.

  ^   - lunedì 08/10/2007 ore 16.15.17
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.

Io: "Mi contraddici sempre".
Lei: "Non è vero".

  ^   - lunedì 08/10/2007 ore 2.11.51
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6

6
[Cellophane]


Accarezzo l’idea artificiale di non accarezzarti con la lingua, almeno stasera,
diciamo fino a giovedì prossimo
perché ho letto sul sorrisi e canzoni che in televisione danno certi telefilm
americani
con sanguisughe giganti e zombi orbi orbitanti abitanti a Casoria
e io ho due zie di Casoria, sai com’è
allora scongelo i sofficini, uno coi funghi l’altro con il pomodoro,
per la cena domotica
e nella catodica domestica resto con il gatto a parlare di te, più che a parlarti,
per non distrarti dall’idea di me.

  ^   - venerdì 28/09/2007 ore 11.59.14
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Poesia del citofono

Poesia del citofono
[Cellophane]



Ieri ho letto una poesia d’amore
leggendo i cognomi sui citofoni del tuo condominio
per esempio il signor Desiderio e la famiglia Incatenato
la signora d’Amore
e poi quel tale che si chiama Passionale
e dico
ma questa è la nostra storia
e tu l’hai scritta per me
sui citofoni del condominio
retroilluminati di notte

poi sull’ultima riga dei citofoni
si legge di quell’infame che si chiama Scannapiecoro
e di quel Toro
e quando ti ho detto scendi stronza
tu hai fatto finta di non saperne nulla
mentre io diventavo lo zimbello di tutto il tuo condominio.

  ^   - martedì 25/09/2007 ore 14.04.13
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La direzione declina eventuali responsabilità sulla trasmissione di forme di sifilide poco conosciute contratte durante copule consumate, anche se onestamente pagate, nell' hotel Messico.

***

Mi chiamo Gianni Solla, 31 anni. Zoppico per finta quando attraverso la strada bloccando il traffico. Lo faccio solo per provocare il senso di colpa cosmico nelle persone. Raccolgo i punti del latte e i punti della benzina. Spero di vincere il borsone entro Ottobre. Ho studiato la chitarra elettrica per dieci anni ma ho sempre avuto problemi con il mi bemolle. Per suonare una canzone devo accertarmi che dentro non ci sia il mi bemolle. Anche il fa minore mi ha sempre dato problemi. Abito a Napoli in un quartiere più pericoloso della striscia di Gaza. Da piccolo le maestre dicevano che ero un bambino precoce mentre mio padre diceva che ero mezzo scemo. La partita è ancora aperta.

* Non lo so se il sito si vede bene a 800x600 o ad altre risoluzioni perchè non capisco niente di grafica, però vi dico che a casa mia e anche da Gerry si vede bene, quindi se non vedete bene il sito avete un problema. Se ci tenete a sapere cosa c'è scritto comunque potete sempre chiamarmi al cellulare e vi leggo tutto che tanto ho l'autoricarica. Tutto quello che trovate scritto è mio quindi non fate i figli di di puttana perchè vi rigo la macchina. La cornice attorno al titolo l'ho presa da Rolling Stone ma tanto quelli sono rock&roll e non s'incazzano.