Hotel Messico - Gianni Solla
 

                           

[ A questo punto ci sono un paio di cose che dovete sapere. La prima è che siete tutti in pericolo. L'altra è chi sono io. In ogni caso, stiamo parlando della stessa cosa.]

 

Una generazione di trentacinquenni che vive a casa dei genitori, nella stanzetta che aveva a tredici anni. Si passerà dall’adolescenza alla vecchiaia. Si nutriranno desideri da giovani ma si avranno corpi vecchi.


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Protocollo 878

Hai un magazzino intero di silenzi da smistare,
con i pacchi sempre a portata di mano,
mai quanto i Vaffanculo,
che stai piena fino al duemilacento,
e che mi consegni freschi ogni giorno,
per non parlare dei Lasciami stare,
e dei Ma siamo sicuri?
Senti, ma nel tuo catalogo
, a quanto me lo metti un bacio?


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Protocollo 877 del poeta condominiale

Scrivo le poesie e le abbandono nell’ascensore,
incastro i foglietti tra i tasti della pulsantiera.
Sono destinate a quelli che vanno dal ragioniere al sesto piano o dal dentista al terzo.
Quando vengono a misurare l’acqua,
e le signore lasciano il biglietto attaccato alla porta con scritto il numero del contatore,
io intervengo,
e se c’è scritto 2000,
io lo modifico in: signora fammi dare 2000 baci da tua figlia.
Nessuno sa chi sono,
però quando esco dal portone la gente ride,
e all’assemblea di condominio mi chiedono:
ma quella testa di cazzo di maniaco non scrive più niente?


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Protocollo 876

Volevo fare lo scrittore maledetto e vivere in alberghi pieni di femmine, invece passo la scopa elettrica e tolgo i panni dal balcone. Oggi ho anche fatto cadere una molletta nel balcone di quello di sotto.


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Protocollo 875

Ho investito il tuo nuovo fidanzato,
ma non l’ho fatto apposta,
passavo dalle parti del vostro condominio,
signorile, termoautonomo, doppio box, pieno centro,
e ho visto il ragazzo che mi ha sostituito nel tuo appartamento,
[nel tuo letto]
il nuovo me,
il modello più alto,
più ragionevole,
che ti dà più sicurezze,
che mantiene le promesse,
che si veste come un adulto,
e che naso! Che zigomi! Che spalle!
Si vede che ha fatto nuoto,
ho la lamiera tutta ammaccata,
quanto mi costerà ripararla?
Quando l’hanno messo sulla barella,
aveva un portamento signorile,
gli infermieri ne erano molto impressionati,
devi essere fiera di lui.
Ora vorrai scusarmi se non vengo a trovarvi in ospedale,
cosa direbbero le malelingue se mi vedessero al capezzale,
[anche intubato è proprio un bel ragazzo],
mentre aspetto un’ultima parola tua,
e un ultimo respiro suo?


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Protocollo 874

Sono un calciatore, mi fanno entrare nel secondo tempo,
c’è uno nel mio ruolo più bravo,
e bisogna aspettare che si faccia male,
o che la partita prenda una brutta piega.
Noi panchinari ci alleniamo all'odio,
e all’umiliazione della riserva,
il calcio non ci interessa,
lo facciamo perché sappiamo correre sulle fasce,
e abbiamo un cuore adatto agli sforzi,
ma non alla vergogna.


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Poesie d'amore per zombie

Gentile pubblico affamato,
sono le vostre mani tese verso di me per un autografo?,
grazie per essere qui alla presentazione del mio libro di ricette,
che cosa intendete quando dite che ho un bel cervello?,
solo una cosa vi dico: datemi i soldi,
mio caro pubblico di zombie, prendi il bancomat!,
ho il POS sul banchetto dove firmo i libri,
statemi a sentire,
smettetela di masticare il mio editore per un attimo,
ad avercene uno,
scriverò per la donna che avete amato,
la poesia d'amore che non avete scritto,
eravate uomini ma dentro già batteva un cuore di zombie,
in verità vi dico:
se non sai scrivere una poesia d'amore allora sei uno zombie,
avete solo cambiato dieta,
mangiate più proteine,
e adesso fate silenzio,
e ricordatevi di quando l'avete vista per la prima volta,
[ma non volevate ancora mangiarla].


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Protocollo 872

Trovato un arsenale in casa di un uomo. Due Dostoevskij, tre Philip Roth e un Saramago con alcune frasi sottolineate, sono stati rinvenuti dai carabinieri del nucleo calciotelevisione durante l’irruzione. Le tracce di DNA sulle copertine sono compatibili con quelle dell’uomo. La comunità è sconvolta e ancora una volta ci chiediamo dove siano le istituzioni.


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Sul Corriere del Mezzogiono, Il corpo di Ciro, qui


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Protocollo 870

Eventualmente potrei volerti bene,
ma è una situazione limite,
bisogna essere prudenti,
tu lasciami il numero,
{della mastercard},
oppure scrivimi il pin del bancomat,
è un brutto periodo,
le cose si aggiustano,
ma se ti viene comodo fammi un bonifico.


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Protocollo 869

La ragazza trovò nella soffitta un libro di poesie appartenuto a sua madre. Ne lesse una. Dopo poche settimane ebbe le nausee: la poesia l’aveva ingravidata. Nove mesi dopo nacque un bambino. A scuola nessuno voleva sedersi accanto al bambino senza padre e la gente aveva paura della sua bellezza. Altri bambini lo picchiarono, lui cadde contro un albero secco e in quel momento l’albero fiorì. A quattordici anni lasciò la casa di sua madre e viaggiò per tutta la vita. Girò per ogni città e lesse i libri di ogni biblioteca senza mai riuscire a trovare suo padre. Quando tornò a casa era un uomo adulto e sua madre era sul letto di morte, vecchia, con i capelli bianchi. Lo hai trovato?, gli chiese la donna, No, disse l'uomo, hai detto che sono stato concepito da una donna e una poesia?, Sì, come lo sono stata io, stesso padre e stesso marito, Allora nostro padre è dentro ogni uomo, noi siamo i figli di ogni paura e di ogni solitudine. La donna sorrise e in quel momento la sua vita finì. Suo figlio si avvicinò, le mise le mani sul cuore e la sua magia si ripeté. Sua madre tornò giovane, i capelli ritornarono neri e lunghi. Ritornò come era quando lo concepì, ma non si risvegliò e quando l’ultimo soffio di vita evaporò dal petto, l’uomo sparì, perché per tutta la vita, la donna aveva immaginato di avere un figlio facendo l’amore con una poesia.


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Nota con protocollo 868

Nella vecchia casa ho chiuso scatole per un mese,
su ognuna ne ho scritto il contenuto,
poi sono venuti gli addetti al trasloco,
mi hanno chiesto, questa scatola con scritto: Fallimenti amorosi dal 1984 al 1999, dobbiamo portarla?
e questa: Appunti per personaggi di romanzi?,
e poi: Cose non dette a mia madre?
non c'è abbastanza spazio, ho detto,
regalatele alla chiesa,
ma alla fine hanno portato tutto.
Adesso abito in un condominio moderno,
non parlo con nessuno,
faccio la spesa in un decò pieno di poveri,
la notte sento l’allarme delle macchine,
apro le scatole,
tocco quello che c’è dentro.


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Senza protocollo

Conobbi una ragazza,
aveva un cubo di Rubik al posto del cuore,
e una scacchiera al posto del cervello.
Sbagliai tutte le mosse,
eppure alla fine si innamorò.
Ho sempre perso con lei,
(ci siamo sempre persi),
e per tutta la vita ho visto le sue strategie,
e una faccia sola del suo cuore.


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Senza protocollo

Quando lei mi disse: “lo senti questo rumore, non capisco da dove venga. Lo sento ogni notte”, non ebbi il coraggio di dirle che ero io che le volevo bene.
"Cercherò di farlo smettere", dissi toccandole le spalle per rassicurarla, ma in quel momento, il rumore divenne devastante.


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La memoria leggera

Milioni di amanti,
che non si conoscono,
si sfiorano ogni giorno al supermercato,
si toccano le braccia nella metropolitana,
le loro macchine sono vicine nel traffico,
una fila di differenza al cinema,
per l’anagrafe dei sentimenti sono sconosciuti,
e tornati alle loro vite,
si addormentano nel letto sbagliato,
senza nemmeno maledire il destino che non li fece incontrare.


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Il fiuto dello Squalo

Marsilio Editore

Pg 300

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