Hotel Messico - Gianni Solla
 

                           

[ A questo punto ci sono un paio di cose che dovete sapere. La prima è che siete tutti in pericolo. L'altra è chi sono io. In ogni caso, stiamo parlando della stessa cosa.]

 

Protocollo 896

Questa notte la sposa si addormenta nel letto sbagliato,
e sogna i sogni di un’altra.
La sposa stende lenzuola cucite con i forse,
con gli speriamo bene,
con i vediamo come va a finire,
con i vediamo quanto tempo andiamo avanti,
e fa l’amore con gli occhi aperti,
[e i denti stretti],
e li chiude solo la mattina,
davanti allo specchio.
La sposa se ne è andata,
e non si torna indietro.


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"Nuotare dove si tocca, non è nuotare."

Non posso sapere quanto sia vera questa frase in mare, mi basta però sostituire “nuotare” con “scrivere” e l’indovinello cognitivo assume il significato che cercavo. La prendo alla larga. A non toccare deve essere lo scrittore, e nel posto più profondo del mare ci deve portare il lettore.


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Protocollo 895

Sulla tua bocca hai appeso un cartello con scritto “nuova gestione”,
un tempo ne ero io l’unico proprietario,
[anche se a un certo punto mi scoprii solo socio di maggioranza]
ma io, coi tuoi baci, ci potevo illuminare la notte.
Adesso scrivo brutte poesie,
e da trenta minuti non ti penso più.


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Protocollo 894

È su uno scoglio avvolto in una coperta termica,
sdraiato nel doppiofondo di un camion,
galleggia a faccia sotto nello stretto di Sicilia,
cerca i pezzi della sua gamba nel mercato di Gaza,
è sulle punte, al semaforo,
lava i vetri di un suv troppo alto per i suoi nove anni,
ha una cintura di tritolo,
dorme in macchina da due mesi,
fa la badante a un vecchio che le mette le mani addosso,
raccoglie pomodori a Caserta,
vende fazzoletti a un incrocio,
viaggia con un ovulo nello stomaco.


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Protocollo 893

I tuoi pacchetti di sigarette,
i pugni dei vicini contro il muro,
noi che non la smettiamo di gridare,
la televisione accesa tutta la notte,
i carabinieri che bussano alla porta,
il tempo fuori, lento, che non passa,
l’allarme del supermercato,
il lavandino sporco,
le pasticche di omoeprazolo sul frigorifero,
i tranquillanti e le vitamine,
il centro commerciale all’ora di pranzo,
mi addormento sulle panchine,
la vigilanza mi chiede i documenti,
sei sempre tu, mi dicono,
sono sempre io.


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La vita sobria



Un mio racconto nell'antologia Neo Edizioni, La vita sobria, curata da Graziano dell'Anna. Qui


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Protocollo 892

Mi hanno detto che il tuo cuore ha un nuovo cliente,
[e le tue gambe un nuovo inquilino],
e che hai cambiato numero [e serratura].
Io sto bene,
cado a pezzi,
ma mi sento bene.
Faccio la spesa in supermercati sentimentali,
carne a basso costo,
i saldi vengono per tutti.
Ogni giorno ne sono due,
ogni notte un mese,
ogni sigaretta un solo tiro.

[Non considerare questa mia del primo di dicembre duemilaequattordici.]


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Protocollo 891

Ho il sonno troppo leggero,
per non mettermi a scrivere la notte.
Sono ostaggio degli allarmi delle automobili,
delle resistenze dei frigoriferi,
e dei colpi di tosse di chi mi dorme accanto.
Trasferisciti in montagna, mi hai detto,
sì, come no, e i grilli?


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Protocolo 890

Ho scritto una poesia,
ma non mi è venuta bene,
è una poesia che se la leggono i fidanzati,
si defidanzano,
se la leggono le coppie di fatto,
smettono di fare.
È la poesia più pericolosa del mondo,
e l’ho messa nella tua cassetta della posta,
[la prima volta il postino si è sentito male,]
fammi sapere tu e il tuo fidanzato cosa ne pensate.


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Protocollo 889

Mi è arrivata una lettera da Equitalia:
gentile contribuente,
per non avere rispettato impegni sentimentali contratti dall'anno 1989 in poi,
dovrà pagare settemila euro,
per avere dichiarato finto fallimento sentimentale per quattro volte,
dovrà pagarne altri settemila,
e per avere abusato delle parole: "aspetta, ti faccio sapere, ti chiamo dopo, non ho campo",
ne saranno altri settemila.
Noi la dichiariamo in liquidazione,
nostri incaricati verranno a requisirla,
sarà tenuto nei nostri magazzini e venduto all'asta.


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Protocollo 888

Compra una stampante 3D e stampati un cuore,
installalo nel petto,
accertati che funzioni e chiedimi di uscire.


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Protocollo 887

Ho chiuso la bancarella delle poesie,
adesso vendo uno spazzolino ammaestrato per denti avvelenati (articolo per signore),
un letto-macchina della verità (fortunatamente non funzionante),
un sismografo per il cuore,
minuti di sincerità a tariffa molto conveniente (trattasi di una scheda piena mai usata),
due uscite di emergenza gonfiabili,
e un manuale per uxoricidi (con appunti e sottolineature del sottoscritto).
Tutti pezzi unici presi dal mio salotto,
usatissimi e funzionanti.


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Lo scorso inverno ho partecipato a un progetto di scrittura che coinvolgeva i ragazzi del carcere minorile di Nisida. Da quegli incontri ne è venuta fuori un’antologia edita da Caracò editore: “Parole come pane. La sintassi di Nisida”, che si classifica al secondo posto del premio Siani. Ne sono orgoglioso. Tutto il progetto è stato reso possibile dal lavoro di Maria Franco.


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Su Slow words c’è una mia intervista, in inglese e in italiano. Diana Marrone e Paolo Graziano hanno tradotto due poesie che metto qui sotto.

I have two hearts

I have two hearts,
one gets sick, the other recovers,
one sleeps, the other wakes him up,
one smokes, the other coughs,
one asks for discounts, the other pays double,
one goes to hospitals for care, the other is hospitalized by bars
one likes one girl, the other likes the other one,
one says he is to blame, the other says he doesn’t know,
one is says he has enough, the other has never enough,
one is silent, the other speaks always,
one is shy, the other is proud (of it),
one is exhausted, the other has not started yet,
one ask permissions, the other enters and that’s it,
one is always right, and the other too.



Note with protocol 868

While in the previous house, I was packing boxes for a month,
on each of them I wrote the content,
then the house movers arrived,
they’ve asked me, have we to remove this box with the label “Love failures between 1984 and 1999”?
and this one “Notes for novels’ characters”?
and this “Untold to my mum”,
there is not enough space, I told then,
give them to the church,
but at the end they moved all of them.
Now I live in a modern building,
I do not speak to any one,
I do my grocery in a deco* full of poor,
during night time I hear the alarms of the cars,
I open boxes,
I touch what is inside.


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Protocollo 882

Ho mandato il mio curriculum al tuo cuore,
mi ha detto: si metta in fila,
mi ha detto: molti hanno lasciato questo lavoro,
mi ha detto: non abbiamo l'assicurazione per i danni,
mi ha detto: il contratto verrà rinnovato ogni mattina.


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Il fiuto dello Squalo

Marsilio Editore

Pg 300

In tutte le librerie oppure su:

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la feltrinelli

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